Bruno Cerasi

Le opere partecipative, i contrasti fra i materiali e i suoi disegni rendono Bruno Cerasi un artista poliedrico che ama il contatto con il suo pubblico.

Le opere partecipative, i contrasti fra i materiali e i suoi disegni rendono Bruno Cerasi un artista poliedrico che ama il contatto con il suo pubblico.

Le opere partecipative, i contrasti fra i materiali e i suoi disegni rendono Bruno Cerasi un artista poliedrico che ama il contatto con il suo pubblico.

Nato a Bologna nel 1983, Bruno Cerasi ha frequentato l’Accademia di Belle Arti de l’Aquila, ma la sua produzione artistica subisce un profondo cambiamento in seguito ad un evento traumatico della sua vita.

Nel 2009, infatti, l’artista perde parzialmente l’uso della vista in seguito ad un ictus cerebrale e da allora la sua indagine si focalizza sullo studio delle connessioni invisibili che legano i rapporti fra le persone.

Proprio da questa indagine è nata Are we all Connected? La mostra partecipativa a cura di Onstream Gallery dalla quale è stata creata AWAC, l’opera d’arte condivisa.
(Per maggior informazioni sull’opera e sulla mostra clicca qui).

In particolare Bruno è l’artista dei contrasti: non a caso la sua intera ricerca artistica è pervasa dall’uso di materiali che, in un modo o nell’altro, sono sempre utilizzati in un rapporto armonico fra di loro.

La collezione di Farfalle NASA ad esempio, in esclusiva su Onstream Gallery, contiene dentro di sé 3 materiali.


La carta, il cemento e il vetro: ogni farfalla è insieme finito (il materiale di cui è fatta) e infinito (quello che rappresenta, ovvero le nebulose dell’universo scattate dalla NASA).

Un contrasto che possiamo trovare anche negli Air Paintings, in cui l’inchiostro liquido si sparge sulla superficie per la sola azione dell’aria, oltre che ai disegni dell’artista, che raccontano un anno in cui Bruno ha deciso di indagare sé stesso attraverso diversi medium e linguaggi.

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