Alex D'Aquila

L’artista che lavora per addizione e sottrazione, riducendo la realtà a semplici forme di colore.

L’artista che lavora per addizione e sottrazione, riducendo la realtà a semplici forme di colore.

Alessandro D’Aquila, classe 1989, lavora per sottrazione quando usa il braille, tratto distintivo di ogni sua opera. Ma lavora anche per addizione quando decide di andare ad agire sugli oggetti alterando la realtà a proprio piacimento.

Attraverso questi gesti, Alex cerca di provocare nello spettatore un senso di smarrimento, costringendolo a decifrare ciò che vede secondo un codice visivo che risponde a regole del tutto estranee.

Con la Tavola Ottometrica l’artista porta avanti la sua ricerca sul senso di smarrimento e invita lo spettatore a fermarsi, osservare e riflettere.

Come nella Collezione di The Floating Polaroid, in cui Alex rende omaggio a Christo, così nella Tavola Ottometrica Poetica, l’artista attinge alla cultura letteraria italiana e riporta alla luce “Soldati” una poesia di Giuseppe Ungaretti del 1918.

“Ho scelto “Soldati” di Ungaretti perché, pur essendo stata scritta più di 100 anni fa, racconta di un momento difficile, in cui la vita era appesa ad un filo per via della prima guerra mondiale. In maniera metaforica ritengo che per via della pandemia attuale, l’uomo si stia comunque scontrando, come in una guerra, contro un nemico invisibile”.

Anche in questa opera, l’artista lavora per addizione e per sottrazione, toglie elementi, li interrompe e ne inserisce altri.

Rimanendo fedele ai versi originari di Ungaretti infatti, la poesia scritta da Alex sulla tavola Ottometrica si interrompe, e lascia spazio al braille.

Il verso dunque rimane incompleto per restituire all’osservatore un senso di precarietà: “lasciandoci come in autunno sugli alberi le foglie”.


In The Floating Polaroid, Alex imprime la realtà con la sue Polaroid Supercolor 635CL e interviene con colori ad olio o acrilici, riducendo al minimo i dettagli.

Non abbiamo bisogno dell’alta definizione, siamo in grado di riempire le immagini con ciò che vogliamo grazie alla nostra immaginazione”.

Sbiadire i ricordi attraverso luoghi che si confondono con i dettagli, attraverso le persone che si confondono con gli spazi. Alex invita l’osservatore a ricostruire il suo ricordo, in un luogo che, senza dettagli, è il Luogo di tutti.

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